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I Nuraghi |
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Il territorio di Nulvi è caratterizzato da una
massiccia presenza di nuraghi, siti archeologici e di luoghi di culto,
sia all’interno dell’abitato che in tutto l’agro; fattore che avvalora
la tesi di una località un tempo molto fertile e densamente popolata.
Nulvi infatti è il paese che in rapporto all’estensione del territorio
può vantare il maggior numero di nuraghi (tra i 70 e i 100), tra cui
alcuni siti di particolare interesse come il Nuraghe “Alvu”,
quadrilobato e costruito in pietre squadrate bianche attorno al quale si
notano numerose costruzioni. Nuraghe “Orria”, nei cui pressi si trova
anche la tomba dei Giganti di Monte Orria, parte integrante di una vera
e propria necropoli. Il Pozzo Sacro e il Nuraghe “Irru”.
Questi Tesori fanno pensare ad una massiccia presenza di uomini già in
età prenuragica e nuragica, mentre i conventi e le chiese (nel suo
territorio se ne contano almeno 25) ci dimostrano che il fermento di
attività continuò fino all’insediamento monastico ed oltre. |
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Economia ieri... |
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I prodotti dell’agricoltura e della pastorizia venivano commerciati a
Sassari. Il trasporto, a dorso di cavallo, era fatto su strade di
difficile praticabilità per cui il commercio era poco intenso. |
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Oggi Nulvi conta poco più di tremila abitanti e pur credendo che la
Strada dell’Anglona sia l’ancora di salvezza da un’inarrestabile
declino, pensa anche sia necessario che la sua realizzazione vada
integrata e di pari passo con la creazione di servizi e strutture. |
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Nulvi è posto alle pendici del Monte San Lorenzo da cui si può ammirare
larga parte dell’Anglona, una delle regioni “storiche” della Sardegna il
cui territorio è attualmente oggetto di indagine da parte di vari
studiosi dell’Università di Sassari e tema di svariate tesi di laurea. |
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Dalle prime testimonianze scritte, databili intorno all’anno mille,
risulta infatti che Nulvi appartenne al Giudicato di Torres (o Logudoro)
ed in particolare alla “curatoria” dell’Anglona insieme a paesi come
Bulzi, Castelsardo, Chiaramonti, Erula Laerru, Martis, Perfugas, Sedini,
Viddalba, ecc.., rivestendone anche il ruolo di “capoluogo” allorquando,
nel 1448, si concluse la storia delle “signorie” dei Doria in Sardegna.
Nel 1420, infatti, la sottomissione dell’Isola alla Corona d’Aragona non
fu completa; resistevano strenuamente due sole città: Oristano e
Castelgenovese, l'attuale Castelsardo (M. Tidore e M. R. Solinas in
“Modelli di turismo in Sardegna” a cura di Antonietta Mazzette). In essa
si era rifugiato Nicolo’ Doria e la posizione strategica della città gli
permise di resistere a lungo ai ripetuti assedi catalani: la resa
avvenne solo nel 1448 e gli Aragonesi, forse per punire tanta
resistenza, preferirono organizzare il nuovo sistema amministrativo
attorno alla “villa” di Nulvi che assunse perciò la leadership della
regione. Leadership che nel corso dei secoli è andata vieppiù venendo
meno non soltanto a causa del carattere un po’ “acerbo” dei suoi
abitanti. Scriveva infatti il Casalis nel suo monumentale “Dizionario
degli Stati di S.M. il Re di Sardegna” nella prima metà dell’800: “…i nulvesi …sono nel genere laboriosissimi e buoni uomini, ma restii al
progresso, né si lasciano facilmente dismuovere dalle consuetudini…”, ma
anche e soprattutto a causa dell’isolamento fisico, che potremmo
definire “atavico”, dovuto proprio alla mancanza di vie di comunicazione
e comunque, di sistemi infrastrutturali che ne impediscono di fatto il
decollo e lo sviluppo socio-economico come invece è avvenuto per le zone
costiere della Sardegna. |
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Ma se il particolare carattere della popolazione di Nulvi, poco incline
ai cambiamenti e legata alla tradizione, hanno da una parte portato il
paese a perdere il suo posto centrale in Anglona, ad isolarlo e farlo
chiudere in se stesso, dall’altra invece, questo carattere chiuso e
legato ai propri usi e costumi ha fatto arrivare ancora integre e del
tutto uguali a centinaia di anni fa le tradizioni civili e religiose più
importanti. Oltre ai candelieri e ai riti della settimana santa,
infatti, Nulvi è uno dei pochi paesi in Sardegna a sfilare col costume
originale.
Ancora il Casalis, raccogliendo le testimonianze dell’Angius, ci
descrive un paese molto attivo e centrale in Anglona per ricchezza e
servizi. A metà del 1800 infatti l’Angius dice di Nulvi che era un
“…borgo della Sardegna, nella Provincia e Prefettura di Sassari, Capoluogo
del Mandamento e Principato dell’Anglona e antico Dipartimento del
Logudoro…”. |
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La scuola primaria era frequentata da circa 35 alunni (numero
rispettabile se paragonato ai tempi), e solo pochi decenni dopo, nel
1884, fu inaugurata la prima Scuola pratica di Agricoltura della
Sardegna che trovò sede presso il convento di Santa Tecla, lo stesso
edificio che fu poi “Asilo Infantile Fiori”. |
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(Foto cerimonia
inaugurale della "scuola materna Fiori", alla presenza dell’On.le Antonio Segni). |
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