Aldo Sechi presenta a Nulvi “Gli adepti del Sillabo”

Pubblicata il 18/02/2015

Un viaggio nel mistero raccontato fra passato e presente dal giovane e promettente autore nulvese
L'appuntamento letterario è fissato per venerdì 20 febbraio 2015 alle ore 18:30 negli spazi della biblioteca comunale “Candida Mara”
L'Amministrazione comunale e il sindaco Mario Buscarinu comunicano che venerdì 20 febbraio 2015, a Nulvi alle ore 18:30 negli spazi della biblioteca comunale “Candida Mara”, è in programma la presentazione dell'ultimo libro del giovane e promettente scrittore nulvese Aldo Sechi dal titolo “Gli adepti del Sillabo”, Arpeggio libero editore.
«Ancora una volta, con grande piacere, ci ritroveremo all'ombra della cultura, di una storia raccontata in parole, di un libro che viaggia nel mistero lungo una trama che si sviluppa in luoghi a noi noti e viaggia a cavallo fra passato e presente tenendo il lettore incollato alle sue pagine – afferma il sindaco Buscarinu, moderatore dell'incontro -. Ancora una volta l'Amministrazione comunale è lieta di patrocinare la presentazione di un libro, ancora di più perché l'opera in questione è scritta da un giovane autore nulvese, Aldo Sechi, testimonianza ulteriore del forte legame che unisce Nulvi, la sua comunità, i suoi giovani, i libri e la lettura».
Nato a Sassari il 9 agosto 1982, Aldo Sechi consegue la laurea triennale in Lettere e Magistrale in Filologia Moderna, dando corso e sostanza alla sua passione per poesia e letteratura. Nel 2007 pubblica la raccolta di poesie “Oltre ogni come”, edito da Seneca. Nel 2012 è la volta del suo primo romanzo di ambientazione storica “Sardomachia”, pubblicato da Arpeggio Libero. “Le carte del Solista” sono al sua seconda opera.
Ed è proprio l'autore del libro, Aldo Sechi, a regalare alla platea di lettori e appassionati una prima chiave di interpretazione del testo “Gli adepti del Sillabo”: «A volte, nella vita di alcune donne, nascono situazioni tali da costringerle a fare delle scelte che le segnano per sempre – dice -. E, come se ciò non fosse sufficiente, si imbattono in persone che infieriscono, che giudicano. Talvolta, però, in altre che rispettano il loro dolore e non le condannano. Ho scritto questo romanzo nella speranza che si possa imparare ad avere l'umiltà di riconoscere i propri limiti senza ostentare chissà quali verità rivelate – prosegue -. poiché la presunzione e l'assenza della volontà di capire gli altri sono il terreno su cui nascono le più grandi differenze».
 “Gli adepti del Sillabo”. “In una lugubre notte di inizio Giugno, l’ispettore Piras si introduce furtivamente in un edificio sotto sequestro giudiziario. La pioggia incessante cerca di farlo desistere, ma le sue motivazioni lo rendono implacabile: sua sorella, attivista dell’organizzazione Libera Donna, è in carcere per via di alcune morti misteriose forse causate dalla pillola abortiva Sidonia. Per aiutarla Maurizio deve agire nell’ombra. Ad aiutarlo nell’impresa ci sarà Cristiano, il suo amico medico, insieme al professor Mura e ad altri amici con i quali, nel corso della storia, si renderà conto delle sofferenze e dei pregiudizi che è costretta ad affrontare una donna che decide di interrompere una gravidanza. Affrontando l’ipocrisia del sistema sanitario italiano, sorretto da certezze morali solo apparenti, si troveranno di fronte anche l’arcana confraternita degli Adepti del Sillabo, con le sue dottrine misteriose quanto terribili. Quale tetro significato nasconde il simbolo della setta? E quale mai potrà essere il suo legame con i crimini commessi? Gli oscuri presagi dell’ispettore vi guideranno in un’indagine dove interessi economici e fanatismo religioso uccidono protetti e nutriti da uno Stato freddo e imperturbabile”.
 

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