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I CANDELIERI

 
Grandi, imponenti, colorati...

IIl candeliere pesa circa 9 quintali e viene trasportato da almeno 16 persone alle stanche e 4 alle corde. E' composto di due parti: il piedistallo (fuso) completamente in legno alto circa 2 metri che si inserisce alla base della parte superiore, il capitello - anch'esso in legno - che supporta una fitta trama di tavole e canne coperte esteriormente da cartapesta decorata. Intero è alto 7/8 metri circa. Sono stati rifatti completamente nel 1978, fino al allora alcuni artigiani li rifacevano tutti gli anni, oggi dopo 24 anni, la struttura inizia a dare segni di cedimento, avrebbero necessità di un intervento urgente. I candelieri risalgono al XIII secono, periodo della dominazione pisana. A differenza di Sassari e Ploaghe, quando gli aragonesi vietarono di proseguire le tradizioni pisane, e imposero la forma di cero, i nulvesi hanno invece continuato la tradizione e i candelieri hanno mantenuto la loro forma originaria e, da cerimonia imposta, sono diventati il simbolo del sentimento religiosa del Paese.

 

 
 Il giorno dopo l'ottava finita la messa cantata, gli apostoli ritornano e riportano il simulacro in sacristia; inginocchiati all'altare del Sacramento intonano il "Te Deum" e cantando ritornano alla chiesa di S. Croce. In questo momento i candelieri vengono portati nella Chiesa di San Filippo, che li ospiterà fino all'anno successivo.
 

 

COLORI, STUPORE, ELEGANZA
Per chi vede i candelieri di Nulvi per la prima volta, l'impatto è impressionante. l'emozione provocata dai tre Giganti è indescrivibile. Il primo pomeriggio del 14 agosto sfilano per le vie del centro storico fino alla chiesa principale per onorare il voto alla Madonna.


Essi si muovono con portamento solenne tra le centinaia di persone che affollano le strade del paese. La massa umana - che sembra quasi fare da tappeto ai candelieri - li accompagna lungo tutto il percorso con sospiri di stupore e impressione, alternati da applausi scroscianti. E' la festa del paese, colorato dalle bandierine e dai candelieri giallo, verde e azzurro a rappresentare rispettivamente le messi per il gremio degli Agricoltori ("Sos Messaios"), il cielo per il gremio degli Artigiani ("Sos Mastros") e il verde dei campi per quello dei Pastori ("Sos pastores"). Il turista respira e vive la festa partecipandovi direttamente grazie anche alla calda accoglienza dei nulvesi, che accompagnano volentieri il visitatore lungo l'itinerario facendo osservare, con orgoglio, i momenti salienti della processione e mostrando le difficoltà che i candelieri affrontano. Durante le poche soste è possibile toccare il fuso e brindare assieme ai portatori. Infine la notte, tutti sono invitati alla cena offerta dai comitati che ogni anno si alternato ad organizzare la festa. Questa festa però a Nulvi ha un sapore particolare. Infatti, lo spettatore rimane folgorato dall'incedere a volte elegante a volte incerto che i candelieri assumono a seconda del punto del tragitto in cui si trovano. I nulvesi vivono il momento con grande partecipazione emotiva perché se per il visitatore è una festa, per la popolazione è un voto alla vergine Assunta e, in quanto tale, un sacrificio che si affronta ogni anno dal XII secolo: La sofferenza è il simbolo, che qui si è conservato anche nella forma dei candelieri, delle tribolazioni affrontate dalla comunità per combattere la pestilenza del 1200 e che ogni anno si rinnova con grande pathos. Il sacrificio è la passione dei portatori durante la processione, è la fatica nell'organizzare la manifestazione da parte dei tre comitati, è la dedizione delle donne nel preparare le rose che orneranno i candelieri e i dolci che imbandiranno i tavoli la sera del 14 agosto, dove tutti si prestano a servire l'invitato straniero, italiano, emigrato o nulvese che sia.

 

La sfilata dei candelieri, per i fedeli non è altro che un fregio, un ornamento dei riti più strettamente religiosi incentrati sulla Patrona del paese: la Beata Vergine Assunta. Dopo aver fatto il giro del paese, essi infatti, vengono sistemati all'interno della chiesa parrocchiale con un ordine ben preciso: gli agricoltori entrano per primi in chiesa e sistemano il candeliere al centro, gli artigiani occupano il posto sulla destra della Madonna e i pastori - che hanno l'onore di aprire al sfilata - stanno alla sinistra. Fanno da corona al catafalco della Vergine dormiente che viene sistemato al centro. Ogni anno la Madonna viene vestita e abbellita da una ristretta cerchia di donne che hanno il privilegio di svolgere questo rito a porte chiuse. A questo punto iniziano i vespri e fanno ingresso in chiesa l'Angelo con gli Apostoli, uomini del Coro di Santa Croce vestiti in modo particolare, segno dell'antica dominazione spagnola che intonando l' "Ave Maris Stella" accompagnano il simulacro dell'Assunta che viene deposto sul letto.

 

La sera del 15 agosto si assiste alla caratteristica funzione dell' "Apostolato": gli apostoli venerano l'Assunta. Vengono ricevuti alla porta della chiesa dal Sacerdote che porge loro l'acqua benedetta e entrando intonano un'antica lode in dialetto catalano. Ad uno ad uno vanno a inchinarsi alla SSVergine Assunta e le baciano i piedi, come fanno tutti i fedeli negli otto giorni in cui i candelieri e la madonna stanno in chiesa. La bellissima funzione viene chiusa dalla benedizione. Questa funzione dell'apostolato si ripete tutte le sere per tutta l'ottava. Il giorno dopo l'ottava finita la messa cantata, gli apostoli ritornano e riportano il simulacro in sacristia; inginocchiati all'altare del Sacramento intonano il "Te Deum" e cantando ritornano alla chiesa di S. Croce. In questo momento i candelieri vengono portati nella Chiesa di San Filippo, che li ospiterà fino all'anno successivo.

 

 
 
 
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